Ho completato nuovamente Rez, sono penetrato nuovamente all'interno di EDEN per liberarla dai suoi pensieri e dalle sue paure e le ho permesso di riacquistare un'anima, uno spirito ed un corpo nuovo. Per fare questo ho riattraversato tutta l'evoluzione del sistema, del sistema Project-K, la nascita, la prosperità, la cattiveria, la confusione, i quesiti ed infine l'illuminazione. Crescevo mano a mano che bypassavo protezioni, distruggevo virus, annientavo firewall, passando dalla prima forma a forme più concrete, il pensatore in una postura Yoga, un universo in subbuglio, la figura di un neonato come simbolo di rinascita. Viaggiando per universi digitali, tra deserti, foreste, fondali oceanici, nei cunicoli del sottosuolo fino ad arrivare alla Intelligenza Artificiale mai sviluppata capiamo come l'artisticità di questo titolo non appare minimamente scalfita dal passare del tempo e mentre i videogiochi in 3D appaiono sempre più grezzi, spogli, poveri di dettagli, appartenenti ad un'altra era, Rez rimane immobile, statuario, mai toccato dal tempo nè sotto il profilo grafico nè sotto il profilo sonoro. Liberare EDEN rimane sempre una bellissima emozioni, aiutarla nel liberare la propria mente da tutto ciò che è estraneo dal sistema è ancora un'impresa ricca di emozioni. Rez HD (l'ultima versione uscita per Xbox 360 e la versione definitiva per ammissione del creatore) rimane ancora per molte persone un'esperienza insuperabile, un prodotto che mai è stato legato strettamente alla definizione "Videogioco" ma che è sempre stato definito in maniera diversa. La definizione che può avvicinarsi il più possibile è quella di "Videoinstallazione giocabile".
Vi propongo tra le traccie presenti nel gioco, una delle più belle ed illuminanti, presente nell'Area 5, l'ultimo meraviglioso livello di gioco. Come piccola descrizione per entrare nella traccia vi lascio poche righe: "Ci siamo avvicinati al cuore del problema, Eden, l'IA che governa Project-K, è sempre più vicina, la avvertiamo nel mutare dei propri ricordi, la avvertiamo nei pericoli che si parano davanti. Sta aspettando che qualcuno illumini la propria anima?!"
29.1.11
Quest'anno sono dieci, signora EDEN
25.1.11
Canzone della settimana: The City

L'abbraccio è l' unità di misura più significativa e indispensabile per quantificare l'amore, una piccola e invisibile città con cui bisogna fare veramente i conti, ciò che è fuori per quanto illusorio e spietato possa essere non muterà se inizialmente ci lasciamo alle spalle la dimora del cuore, nemmeno se sei Eddy Merckx.
Sembra sia arrivata la ricreazione per Patrick Wolf, e ciò può portarlo a calcare vette ben più sostanziose rispetto a quelle della critica; dopo 4 album ormai già classici dell' indie-folk e del pop contemporaneo e maree di critiche entusiaste, stavolta il piccolo principe di Londra pare voglia dare luce al suo lato più allegro ed estroverso, e chissà, emulare certi artisti mainstream che lui ama tanto (tipo la Spears...già...).
Lupercalia come rito dedicato all' amore e dalla celebrazione della purezza, questo il titolo annunciato per il nuovo album previsto a inizio Maggio, che oltre alla inaspettata The City che può causare più qualche dubbio ai vecchi fans, ha con se anche il primo singolo uscito alla fine nel 2010, più incline ai fasti meravigliosi del passato, Time of my Life.
Testo:
(won't, won't let the city, won't, won't let the city...)
Won't let the city destroy our love
Won't let the city destroy our love
You know I
I hate to see you cry
But when you open up to me
I take you in my arms
Wish you the top, top, top, top of the morning
No, I
don't care about cash or careers
Your losses or your arrears
I take you in my arms
Wish you the top, top, top, top of the morning
Won't let the city destroy our love
Won't let the city destroy my love
Won't let no mistake take the roof from off our heads
No I
Won't let this city destroy us
Won't let the city destroy our love
-
(come on)
Talk to me
Let me shed some light on your dark
Help you see
How darling you've left your mark
On my life
And the beautiful all around
When I see you, top, top, top, top of the morning
I was lost
Until that night we kissed
Give it up
A life, oh darling, not this
You want more
Than the hell this city lets you down
When I see you, top, top, top, top of the morning
I
Won't let the city destroy our love
Won't let the city destroy my love
Won't let no mistake take the roof from off our heads
No I
Won't let this city destroy us
Won't let the city destroy our love x3
(won't let the city, won't, won't let this city...)
-
No, no, no, no
Not about the debts you made
The car we never had
The house we never owned
Darling don't look so sad
It's about that day we kissed
Down by Niagara Falls
It's about the keys, the keys, the keys to my heart you hold
(Top, top, top, top of the morning to you)
Won't let the city destroy our love
Won't let the city destroy my love
Won't let no mistake take the roof from off our heads
No I
Won't let this city destroy us
Won't let the city destroy our love x3
(won't let the city, won't, won't let the city...)
24.1.11
New Adventures in I-Pad

Speak It!, SoundyThingie, Mugician, Solo Synth, Synth, Funk Box, Gliss, AmpliTube, Xenon, iElectribe, BS-16i, M3000 HD, Cleartune, iOrgel HD, Olsynth, StudioMiniXI, BassLine, Harmonizer, Dub Siren Pro, e Moog Filatron.
Si può rischiare di rabbrividire se in un prossimo futuro i credits di qualsiasi album saranno composti da questo tipo di nomi e non dai soliti strumenti più o meno convenzionali, ma il sasso è stato lanciato, se pur con il disimpegno cronico e indispensabile che molto spesso domina Damon Albarn in queste occasioni.
Album realizzato con il principale ausilio dell' I-Pad con diverse applicazioni interne capaci di riprodurre suoni simili a strumenti elettronici di base o semplicemente strumenti manuali come il basso; questa la caratteristica tecnica principale di The Fall, rilasciato dai Gorillaz in download gratuito il giorno di Natale sul loro sito con molteplici offerte per chi è iscritto al fanclub ufficiale.
Una sorta di diario di bordo dove vengono annotate le sensazioni e i dettagli più particolari che si depositano nella mente del leader durante il tour Nordamericano della band, e che si condensano con l'aiuto del tablet computer in tracce sonore realizzabili amatorialmente anche dentro la stanza di un hotel, con magari davanti l' inedito panorama notturno della serata.
Il sound è sorprendentemente vario e profondo, vicino agli esperimenti sonori tipici del mondo Gorillaz, nella fattispecie alle loro raccolte di B,D,G-sides mentre nonostante i suoni sintetici privi di una profondità manuale il disco scorre suggerendo come detto una sequenza di immagini on the road con annessi riferimenti testuali e sonori che tentano di incarnare le atmosfere di una data città, come l'esempio di Detroit, un modo di fare sugellato anche dagli Ariel Pink lo scorso anno con Before Today.
Il mixing del disco e i vari contrasti in ordine di cronologia tra una traccia e l'altra accentuano l'atmosfera di road trip che però si avvale anche di qualche molteplice presenza umana, oltre a qualche strumento manuale aggiunto ci sono sprazzi di dialoghi al cellulare, smanettamenti radiofonici, la presenza sonora del duo Clash Simonon - Jones (una traccia di presenza ciascuno) e una sorprendente interpretazione vocale e strumentale di Bobby Womack nella solare Bobby in Phoneix, presenze e dettagli che smussano la rigidità dei suoni sintetici e rendono il viaggio più confortevole e meno indigesto da assimilare per tutta la sua durata.
L'intero disco è gratuito a questo sito, basta compilare i dati e nient'altro:
http://thefall.gorillaz.com/
22.1.11
I have the balls of steel!
Il duca sta tornando con dodici anni di tamarraggine arretrata...
21.1.11
Scappare da un mondo reale per rincorrerne uno virtuale
I poligoni e l'astratto sono due elementi che vanno bene insieme e se negli anni 80 gli sviluppatori erano costretti per carenze di hardware, nell'anno 2000 Mizuguchi dimostrò tutta la potenza espressiva di un mondo plasmato da soli poligoni e musica. Fotonica rientra in questo filone astratto, inserendo elementi diversi da quelli che caratterizzò a suo tempo Rez. In Fotonica dobbiamo scappare da qualcosa o raggiungerla? Se le palline bianche simboleggiano il mero denaro (Gold), le piattaforme possono simboleggiare i livelli della vita, i "cannoni" sono i salti di qualità che ti aiutano a raggiungere piattaforme più alte ma ti possono sbilanciare e lanciarti nel vuoto. Mancare la piattaforma significa cadere nel vuoto più nero e ricominciare da capo, raggiungere la meta significa arrivare in un luogo pieno (caratterizzato dal colore bianco). Il gioco è una citazione anche al lavoro che Mizuguchi ha fatto con Rez ed in parte ne ricalca lo stile, utilizzando la musica come supporto al giocatore nelle fasi salienti, creando dei crescenti durante le sessioni più difficili e provocando delle distorsioni quando riusciamo a concatenare un certo numero di palline in sequenza. Da li lo schermo si colora di giallo, la musica si distorce, la cinetica diventa più marcata, l'effetto blur aumenta e la tensione di completare il livello perfettamenente sale. Il gioco offre pochi stage, ma ben sviluppati, rigiocabili grazie alle varie vie di fuga che il giocatore può scegliere per completare il livello, cambiando, volta per volta, la strategia durante la corsa. Un altro gioco gratuito che merita di essere giocato anche in qualche ritaglio di tempo.
http://www.kongregate.com/games/SantaRagione/fotonica
19.1.11
Long Playing: Shackleton - Fabric 55
Il Fabric nasce nel 1999 ed è ad oggi uno dei nightclub più quotati e famosi in tutta Londra, nucleo che si nutre delle influenze elettroniche più fresche e fervide del panorama odierno. Dagli albori della sua nascita propone agli artisti della scena che trovano spazio nel locale di compilare una compilation da far pubblicare in una collana a nome del locale, istantanee che fotografano la cronologia sonora del club e di conseguenza oserei dire del progresso elettronico di quest'ultimi anni, dalla techno, al dubstep, House e via dicendo....Per Sam Shackleton, produttore e fondatore della defunta etichetta dubstep Skull Disco a cui recentmente è stato chiesto di forgiare il cinquantacinquesimo capitolo della collana Fabric dopo 3 Ep fatti circolare con successo, è l'occasione di condensare tutta la sua essenza sonora che a conti fatti con questa uscita crea nuovi spazi e nuovi orrizzonti per quella corrente elettronica sempre più inafferrabile che si chiama Dubstep.
La curiosa omonimia con il famoso esploratore Ernest Henry Shackleton ci sta quasi a pennello, solo che L'antartide dista quanto mai più lontana dalle trame di questa musica dominata da opprimenti ritmi tribali, rintocchi di goccie che impattano su macerie metalliche, imponenti bassi che si ergono con vigorosa imponenza e rumori di fondo che riecheggiano e ti circondanno tra tentazione e oppressione.
Non citerò Axl Rose in una delle citazioni più banali possibili in questo caso ( ma che ahimè è emersa nella mente), ma l'esperienza sonora di questa proposta ha la capacità di catapultarti in una spiritata giungla tropicale osservata tra fresesia e timore, tra allucinazioni e traccie di presenza umana ignota.
Residui Dubstep e la minimal techno di Berlino dove lo stesso Sam ha trovato casa ultimamente, nient'altro si può provare a individuare perchè questa compilation è l'ennesima metamorfosi della scena elettronica di Londra che mai come stavolta tenta di smarcarsi dalle proprie regole e dal proprio timbro europeo.
Shackleton - Fabric 55 - 30min excerpt by factmag
Tracklist:
1. Shackleton – Come Up [unreleased]
2. Shackleton – Moon Over Joseph’s Burial [Perlon]
3. Shackleton – Hypno Angel [Skull Disco]
4. Shackleton – Visontele [unreleased]
5. Shackleton – Interlude: Blood Rhythm With Wishy Drones [unreleased]
6. Shackleton – Operatic Waves [unreleased]
7. Shackleton – Closeness to Nature [unreleased]
8. Shackleton – Negative Thoughts [Perlon]
9. Shackleton feat. Vengeance Tenfold – Death Is Not Final [Skull Disco]
10. Shackleton – International Fires [unreleased]
11. Shackleton – Paper [Perlon]
Qui invece il mix dell' intero disco, zona Off Limits.
DjMix
18.1.11
Salviamoli finchè siamo in tempo
Internet è bello perchè è vario e ricco di contenuti, ma siamo sicuri che rimarrano in eterno nei numerosi server sparsi in giro per il globo? Ho i miei dubbi. Da curioso mi sono imbattuto più volte in siti contenenti materiale importante dal mio punto di vista, ma oramai offline e difficile da reperire. L'ultimo di questi è stato proprio il "Making of" che rilasciò Fumito Ueda dopo l'uscita di Shadow of The Colossus. La particolarità sta nell'analisi esaustiva di stampo tecnico su tutto ciò che riguarda il titolo, quindi non sono discorsi da Limited Edition insomma. Metto a disposizione questo spazio per condividerlo con tutti in formato html per una facile fruizione ed aggiungo anche le slide riguardanti il "Making of" di ICO che avevo già trattato qualche tempo fa e utile per chi vuole averle tutte e non sa dove trovarle.
MAKING OF ICO
MAKING OF SOTC
MAKING OF ICO
MAKING OF SOTC
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