Malcelata luce che sbuca dalle nuvole e filtra in sinuosi raggi tra le tende di una finestra per poi vagare fermamente, in un lato della stanza, a marchiare la figura di una donna intenta a raccogliere frammenti, briciole, foglie d'autunno, impronte, polvere, ricordi e ciò che in modo univoco può ormai definire dolore.
Metals fa sì che risplendano, in un gioco di chiaroscuri, quelle poche canzoni del disco più consone al passato della cantautrice, una contrapposizione difficilmente rintracciabile nei dischi precedenti e nei cavalli di battaglia da spot come My Moon My Man, Mushaboom, I've Feel it All, e 1234. Tutto ciò che poteva sembrare morbosamente limpido e accecante prima, ora vive una dimensione credibile, tanto onesta da consegnarli ascolti e ricordi, mentre il passato ora è alla portata, quella giusta.
La finestra si apre gettando una pioggia di colori antichi, pesanti e rigeneranti.
FeistMusic
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17.1.12
29.12.11
2011: Smother
Potrebbe, erroneamente, essere considerato il loro disco della maturità se non fosse che i precedenti erano uno sguardo limpido e genuino che risaltava nel mare del recente revival-wave inglese, cosa che Smother consolida completamente buttando su quello sguardo una ombrosità diversa dai bagordi ritmici del passato. I contrasti di colore e le moventi figure presenti nelle radure selvagge e negli scampoli profondi della foresta, si diradano al calar della notte; è il conforto del letargo diventa una irrefrenabile esigenza per le bestie antiche, e con loro tutte le creature che hanno ribollito di piacere con la loro compagnia.
Niente viene lasciato cadere e rotolare nelle piege di un breve ma malinconico passato, i Wild Beasts in silenzio si sono levigati in questi anni una loro personalità in un habitat dove sembra non esserci più vegetazione e rinnovamento, ricerca posta però sull' adempimento delle proprie esigenze e non per risplendere a tutti i costi alla luce di un nuovo mattino.
Niente viene lasciato cadere e rotolare nelle piege di un breve ma malinconico passato, i Wild Beasts in silenzio si sono levigati in questi anni una loro personalità in un habitat dove sembra non esserci più vegetazione e rinnovamento, ricerca posta però sull' adempimento delle proprie esigenze e non per risplendere a tutti i costi alla luce di un nuovo mattino.
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