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15.6.11
Rebuild of Evangelion sarà un Rhythm Game?
Avete capito bene, il 29 Settembre, in Giappone, Namco Bandai rilascerà Rebuild of Evangelion Sound Impact, gioco su licenza per PSP dedicato ad uno degli anime che ha segnato la storia dell'animazione giapponese. Quello che ancora ci sembrava poco chiaro era il genere e come un fulmine a ciel sereno si è scoperto che dopo action, pachinko e visual novel, stavolta tocca al genere musicale. Rebuild of Evangelion sarà, quindi, accessibile anche a noi comuni mortali grazie alle meccaniche di gioco di questo genere e, sopratutto, grazie alla piattaforma scelta.
Le sorprese chiaramente non si esauriscono qui, perchè se è strano il genere in cui si è scelto di collocare il gioco, il team di sviluppo a cui è stato affidato il gioco non è nuovo a certe combinazioni: Grasshopper Manufacture sta sviluppando il gioco con Suda 51 (Killer 7, No More Heroes) come Produttore Creativo e Kazutoshi Iida come direttore (Doshin the Giant, Discipline). La squadra non è ancora al completo, perchè nel ruolo più importante di tutto il team di sviluppo, cioè alla parte sonora appare Akira Yamaoka (Silent Hill) che con il bene placido del compositore di Eva, Shiro Sagisu, ha remixato le tracce della serie animata.
Si spendono paroloni come quelli di Hirono che vedono già il prodotto come un nuovo genere nel panorama videoludico, Suda sicuro di affermare che questo sarà il progetto più alto in termini qualitativi della carriera di Iida, baci e abbracci con pacche sulle spalle e noi aspettiamo il 29 Settembre per giudicare.
8.6.11
E3 2011 - Conferenza Sony
Bla bla bla moltiplicato per 2 ore in puro stile Sony. Questo vuol dire chiudere la conferenza dopo 15 minuti e aspettare i riassunti qualche ora dopo. Cosa c'è di buono in queste due ore? Beh qualcosa fortunatamente c'è ovvero la demo giocabile di Uncharted 3 che a me non dice niente visto che la serie non l'ho mai seguita, Sly Racoon 4, atteso da almeno 7 anni se non di più e il PS Vita, nuova console portatile di Sony che avrà i brand come Uncharted, Wipeout, Little Big Planet dalla sua parte, ma anche il supporto delle terze parti con Virtua Tennis 4, un futuro Bioshock, Street Fighter x Tekken. La novità è stata sicuramente il prezzo della console: con così tanta potenza come il PS Vita (i giochi PS3 girano normalmente sulla console), dotata di multitouch screen, touch pad, schermo da 5 pollici, fotocamere, GPS, Wi-Fi, 3G e mitragliatore, si sparavano cifra oltre i 300€ ed invece Sony, memore della passata generazione con PSP, parte bruciando tutti con una versione "Only Wi-Fi" da 250€ e un'altra "Wi-Fi+3G" da 300€. Prezzi alti? Sicuramente, ma visto che la concorrenza rimane a 250€ è tutto di guadagno visto il gap tecnologico tra le due.
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19.4.11
Sacrificare la PSP Go per un bene superiore
Non sembra ancora del tutto confermato, ma, dati di vendite alla mano, non ci potevamo non aspettare che Sony staccasse la spina al malato terminale. La PSP Go dimostra l'inadeguatezza del mercato in cui è entrata, l'arretratezza culturale nei confronti dei contenuti digitali, ma anche il buon senso nel pensare che se un gioco lo acquisto, lo voglio apprezzare con tutti e 5 i sensi.
Sony ha fatto la sua parte, ha tentato di lanciare una piattaforma dipendente al 100% dalla connessione internet, dalle transazioni online e dal sistema delle carte di credito e simili. La società a rigettato la proposta, non ancora pronta al più grande furto di proprietà che avverrà nei prossimi anni dove molti oggetti, non tutti sia chiaro, saranno acquistabili solamente su "licenza" ma che in realtà non si muoveranno di un millimetro dal loro luogo di origine o di salvataggio se non grazie alla duplicazione.
Spinoso come argomento, dalla parte del digitale troviamo aziende come Valve che sta navigando nell'oro grazie alla sua opera di rivitalizzazione del mercato PC o come Apple che sembra essere peggio di Re Mida, riuscendo a conquistarsi ampi consensi nei settori in cui ultimamente sta investendo (escludendo l'Apple TV). Alcuni saranno dispiaciuti, molti saranno entusiasti di vedere come l'accentramento massimo che proponeva la PSP Go nei confronti dell'azienda Sony sia colato a picco come il Titanic. L'industria ringrazia, la grande distribuzione ringrazia, i negozi al dettaglio ringraziano, l'utente ringrazia. Ed ora cominciano già i paragoni con altre console portatili uccise dal mercato, paragoni affrettati e superficiali dato che la PSP Go non è morta per demeriti, ma per selezione naturale. La grande distribuzione è spietata in tutti i campi, senza il loro supporto la console non ha trovato il giusto bacino di utenza, il prodotto non è stato in grado di collocarsi nel giusto bacino di utenza trovandosi davanti a genitori sbigottiti per la mancanza del lettore UMD e bambini ignari di quello che NON poteva fare la console ovvero leggere il giochi nella maniera più tradizionale possibile. A distanza di qualche anno immagino già la collocazione della Go in una piccola tribuna elitaria dove verrà ammirata per la precocità della propria idea.
Sony ha fatto la sua parte, ha tentato di lanciare una piattaforma dipendente al 100% dalla connessione internet, dalle transazioni online e dal sistema delle carte di credito e simili. La società a rigettato la proposta, non ancora pronta al più grande furto di proprietà che avverrà nei prossimi anni dove molti oggetti, non tutti sia chiaro, saranno acquistabili solamente su "licenza" ma che in realtà non si muoveranno di un millimetro dal loro luogo di origine o di salvataggio se non grazie alla duplicazione.
Spinoso come argomento, dalla parte del digitale troviamo aziende come Valve che sta navigando nell'oro grazie alla sua opera di rivitalizzazione del mercato PC o come Apple che sembra essere peggio di Re Mida, riuscendo a conquistarsi ampi consensi nei settori in cui ultimamente sta investendo (escludendo l'Apple TV). Alcuni saranno dispiaciuti, molti saranno entusiasti di vedere come l'accentramento massimo che proponeva la PSP Go nei confronti dell'azienda Sony sia colato a picco come il Titanic. L'industria ringrazia, la grande distribuzione ringrazia, i negozi al dettaglio ringraziano, l'utente ringrazia. Ed ora cominciano già i paragoni con altre console portatili uccise dal mercato, paragoni affrettati e superficiali dato che la PSP Go non è morta per demeriti, ma per selezione naturale. La grande distribuzione è spietata in tutti i campi, senza il loro supporto la console non ha trovato il giusto bacino di utenza, il prodotto non è stato in grado di collocarsi nel giusto bacino di utenza trovandosi davanti a genitori sbigottiti per la mancanza del lettore UMD e bambini ignari di quello che NON poteva fare la console ovvero leggere il giochi nella maniera più tradizionale possibile. A distanza di qualche anno immagino già la collocazione della Go in una piccola tribuna elitaria dove verrà ammirata per la precocità della propria idea.
4.4.11
2007, cosa non mi aspettavo dalla Playstation Portable
Sono ormai quattro anni che ho riposto in altre mani con una vendita a me vantaggiosa in quel periodo la prima console portatile di Sony. Riguardando questi quattro anni mi sono accorto di quanti piccoli passi abbia fatto una console che già a quel tempo ritenevo finita, superflua, interessante solo sotto il profilo homebrew e oramai distrutta dalla concorrenza con il Nintendo DS. Riflettendoci più volte, questa piccola (si fa per dire) console sfigata ha avuto più di un momento per riscattarsi ed in buona parte ci è riuscita. Partiamo inanzitutto dalla situazione in cui ho lasciato la console: non c'è molto da dire, Metal Gear Solid: Portable Ops era uscito in Europa, God of War Chains of Olympus era già ad un buon grado di sviluppo ma già mostrava un setting fedele ai capitoli su console, quindi non mi interessava più di tanto. Oltre a questo c'era il nulla o meglio, il Giappone riusciva ancora ad andare avanti con l'inizio del fenomeno Monster Hunter, ma l'Occidente era messo molto male come mercato e la sete di esclusive di Nintendo sembrava insaziabile, in grado di abbeverare il DS ancora per molto tempo (valutazione sbagliata visto che il DS ha intervallato molti mesi di polvere a qualche settimana di divertimento negli ultimi anni). Cosa mi può spingere ora a quattro anni di distanza nel riconsiderare l'acquisto di una PSP di seconda mano o nuova?
Prima di tutto il prezzo non troppo alto con cui possiamo portarcela a casa e grazie al cambio generazionale si può sperare in un ulteriore limata dei prezzi di nuovo e usato così da portarci a casa la console in ogni caso a meno di 100€.
Secondo aspetto è il parco titoli: orientato essenzialmente ai gusti orientali, quindi chiunque si voglia avvicinare a questa console tenga a mente che di occidentale c'è rimasto poco se non i giochi sviluppati da giapponesi che scimmiottano lo stile occidentale di fare giochi (come 3rd Birthday).
In questi anni, quindi, non mi aspettavo che:
- La PSP arrivasse a metà 2011 con un offerta abbastanza interessante ed una produzione continua.
- Si innescasse l'operazione "Supportiamo la Madre Patria" come mi piace definirla, concentrando tutti gli sforzi essenzialmente verso il mercato giapponese e di riflesso verso i mercati dove le software house giapponesi hanno radici (es. la neonata Square-Enix con l'Europa).
- Si potesse avere un seguito portabile di God of War viste le vendite poco entusiasmanti del software PSP.
- Si potesse avere un gioco così completo e costoso come Metal Gear Solid: Peace Walker.
- Si potesse avere il ripensamento di Square-Enix verso il mercato mobile, dirottando tutti i progetti portatili su PSP (ed in minor parte su DS).
- Si continuasse con la politica dei porting con giochi di qualità (Ok Tony Hawk, Darkstalker o Street Fighter, ma Final Fantasy e Persona paiono più adatti su console portatile se adattati bene).
- Ci fosse l'invasione nipponica dei giochi low budget su PSP (visual novel a gogo, qualche sparacchino e altro).
- Si arrivasse a mille mila versioni pur di guadagnare il più possibile sull'hardware della console.
- Si integrasse in maniera più o meno decisa la PSP con il PSNetwork.
- Si arrivasse addirittura a pensare ad un successore della PSP.
- Sony sfidasse la grande distribuzione con la PSP Go.
- La PSP divenisse più interessante a fine ciclo e si lasciasse un pochino indietro l'alone chiamato "moda momentanea" formandosi un'identità precisa con il parco titoli.
- Ritornassi a ripensare ad un possibile suo acquisto.
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