11.1.13

Le radiazioni danno alla testa - S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl


Si parla di aria malsana, ombre e radiazioni; ci salviamo per miracolo da un "carro della morte" e siamo sbattuti in uno dei luoghi più ostili della terra. Sei uno Stalker ti dicono, avevi un messaggio con te, forse una taglia, una vendetta o un ricordo indelebile.

STALKER ci risveglia in un mondo dove la speranza è merce rara ed ognuno si affanna a depredarla. Nel 2012 l'ambiente attorno a Chernobyl è stato devastato dalle radiazioni provocate da una seconda misteriosa esplosione avvenuta nel 2006, che ha causato morti inspiegabili e la venuta di mostri e anomalie.
L'atmosfera ostile ci attornia sempre, si ha come il presentimento, molte volte, di essere osservati o di venire attaccati da un momento all'altro. La trama è sottile, quasi superflua se confrontata con l'ambientazione in cui si svolge l'opera. Rimane forte l'impressione che l'ambiente è il protagonista del racconto e noi siamo dei comprimari utili solo a scoprirne tutti gli aspetti. La storia è stato, in effetti, il primo aspetto del gioco che ho deciso di scartare: troppo debole.
Per me, STALKER è, e rimarrà, un simulatore di sopravvivenza post-nucleare, un gioco dove vieni ucciso senza mezzi termini, troppe volte con mezzucci strani e plateali trucchetti messi in campo dalla cpu in persona. Fa male venire uccisi da proiettili spuntati da un muro di cemento, è frustrante beccarsi un colpo alla testa dalla primissima raffica di mitra avversaria ed è ingiusto vedersi prosciugare ogni scorta di medicinale quando ci troviamo a fine gioco. Questo è STALKER: armi imprecise, IA ballerina, inventario sempre colmo, zero tutorial for dummies ed una istigazione alla violenza veramente preoccupante. Se fosse possibile, finiremo per banchettare con ogni nemico ucciso come il peggiore dei cannibali dopo l'energia spesa per ucciderlo, invece ci limitiamo a fregare qualche munizione, medikit ed altro. Il gioco non l'ho concluso, mi ha sconfitto nell'atto finale, vicino a Prypiat, là dove le onde sonore ti distruggono il cervello e dove inspiegabilmente l'elmetto da me recuperato è risultato inspiegabilmente non funzionante. Sono stato piegato dal gioco e difficilmente lo riprenderò in mano, ma l'atmosfera che quel gioco è in grado di farti vivere difficilmente si dimentica.

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